Josef (Ossi) Stojka ad Auschwitz-Birkenau Z-5741

„Mio fratello Ossi non era un criminale, era  un semplice bambino Rom.”   Karl Stojka 

Josef Stojka “Ossi”

Dal Kalendarium Danuta Czech si legge:  “Il 31 marzo 1943 e’ arrivato ad Auschwitz un trasporto di Rom proveniente da Vienna e dal campo di Lakkenbach. 182 uomini ricevono i numeri da Z5612 a Z-5793 e 256 donne e bambine i numeri da Z-6211 a Z-6466”.

Josef (Ossi) Stojka con la sua mamma e i suoi  fratelli e sorelle erano in questo trasporto e furono rinchiusi nel “Campo per le famiglie zingare” –  Zigeunerlager a Birkenau.

Ossi era il piu’ piccolo, morira’ di tifo il 18 maggio 1944. Il resto della famiglia riuscira’ a sopravvivere.

«Noi Rom e Sinti siamo come i fiori di questa terra.

Ci possono calpestare,

ci possono eradicare, gassare,

ci possono bruciare,

ci possono ammazzare –

ma come i fiori noi torniamo comunque sempre…»

Karl Stojka

26 febbraio 1943 – Arrivo del primo trasporto di Rom e Sinti ad Auschwitz – Birkenau

APERTURA DELLO ZIGEUNERLAGER

Il 26 febbraio del 1943 con l’arrivo ad Auschwitz- Birkenau del primo trasporto di Sinti- Rom venne ufficialmente messo in funzione il  „Campo per famiglie zingare” – „Zigeunerlager”.

Fu il primo dei 6 Campi ultimati nel settore BII di Birkenau. Era costituito da 32 baracche. Le condizioni igieniche erano tragiche, mancanza d’acqua e canalizzazioni. Solo in 3 baracche c’erano i lavandini e in 2 baracche le latrine.

Ad Auschwitz- Birkenau furono deportati Rom e Sinti da tutta l’Europa. Il gruppo piu’ numeroso furono i Sinti e Rom dall’Austria e Germania circa i 2/3 dei deporati (14.000 persone); poi i Sinti e Rom provenienti dal Protettorato di Cechia e Moravia (4.500 persone circa) e 1.300 Rom dalla Polonia occupata. A questa cifra vanno aggiunti circa 1.700 Rom provenienti da Bialistock (Polonia)  che sospettati di tifo non furono registrati ed inviati direttamente nelle camere a gas e uccisi.

In generale, fino alla fine del 1943  nello Zigeunerlager furono deportate circa 18.736 persone, nel 1944  circa 2.207 persone. Di queste circa  9.500 furono i bambini al di sotto dei 14 anni e circa 380 i bambini nati nel Campo.

Ad Auschwitz Birkenau morirono circa 21.000 Sinti e Rom provenienti da 12 Stati.

Oggi visitando il Museo di Auschwitz e’ possibile visitare la mostra dedicata al genocidio di Sinti e Rom nel blocco numero 13 di Auschwitz 1. L’esposizione e’ stata aperta ufficialmente il 2 agosto 2001. Il progetto venne realizzato su iniziativa del „Centro di documentazione e Cultura Sinti e Rom” di Heidelberg, dall’ Associazione Rom polacchi, dal Museo della cultura Rom di Brno, da varie organizzazioni Rom Olandesi, Ungheresi, Serbe, Ucraine e dal Museo Statale di Auschwitz Birkenau.

Nel settore BIIe di Birkenau e’ inoltre possibile visitare il monumento in ricordo alle vittime eretto da Vincenz Rose negli anni settanta e risitemato dal nipote Romani Rose  nel 2007.

Monumento Sinti Rom Birkenau BIIe Fot. http://faculty.berea.edu

Poesia di Alexian Santino Spinelli incisa sul Roma Memorial di Berlino

Auschwitz

Muj shukho                                 Faccia incavata

Jakha kale                                    Occhi oscurati

Wust shurde..                             Labbra fredde..

Kwite..                                            Silenzio..

Jilo cindo                                      Cuore strappato

Bi dox                                             Senza fiato

Bi lav                                               Senza parole

Nikht rovibe                                Nessun pianto

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Ritrovata la divisa del Campo di un bambino Ebreo

Fot. http://auschwitz-podobozy.org

La parola „bambino” non puo’ essere associata alla parola „prigioniero”.

Durante la seconda guerra mondiale, per i nazisti tedeschi un bambino di una famiglia polacca, ebrea, rom, cattolica, ortodossa poteva essere anche un prigioniero e vittima del sistema criminale.

„Nella raccolta degli oggetti storici di cui si prende cura la nostra Fondazione della Memoria dei luoghi collegati ad Auschwitz-Birkenau (Fundacja Pobliskie Miejsca Pamięci Auschwitz-Birkenau , c’è un elemento speciale e significativo legato al Campo di concentramento e centro di sterminio nazista tedesco di Auschwitz- Birkenau, la parte di una piccola divisa del Campo di un bambino con la toppa numerata e la stella di Davide[…]” – ha dichiarato Agnieszka Molenda, Presidente della Fondazione

Sfortunatamente, si e’ conservata solo la parte superiore.

Sulla toppa c’è una stella di Davide realizzata con un triangolo rosso e uno giallo dipinto, purtroppo il numero di registrazione del bambino non è più presente. La dimensione della toppa è stata adattata alle minuscole dimensioni della divisa ed è significativamente più piccola rispetto alle toppe fatte per gli adulti.

L’uniforme è stata trovata a Brzeszcze, durante la demolizione di una vecchia casa di legno; era in soffitta, incastrata sotto una trave di sostegno del tetto. Purtroppo, e’ stata trovata nella parte dell’edificio in cui il tetto era parzialmente rovinato, motivo per cui solo una parte della divisa si e’ conservata  fino ad oggi.

„[…]Probabilmente apparteneva ad un bambino ebreo, salvato dal Campo subito dopo la liberazione. Il 27 gennaio 1945, i russi liberando il complesso di Auschwitz trovarono circa 500 bambini nel Campo. Gli abitanti delle città vicine si affrettarono ad aiutare i sopravvissuti. Molto spesso accolsero nelle loro case, bambini malnutriti e malati, senza badare a nazionalità o religione. Cercarono di salvarne il maggior numero possibile, di curarli, dar loro da mangiare, mantenerli in vita nei loro primi momenti di libertà. Volevano mostrare loro calore ed amore famigliare, farli sentire bambini e non più prigionieri.

Per ora non conosciamo il destino del bambino che fu obbligato ad indossare questa divisa, né il destino della famiglia che ha cercato di riportare il bambino alla vita normale” – prosegue Agnieszka Molenda, presidente della Fondazione  

La parola „bambino” non puo’ essere associata alla parola „prigioniero”.

Vedendo queste immagini si prova un grande dolore.

Questo dolore per quanto mi riguarda e’ amplificato dal fatto che purtroppo ancora oggi tanti bambini nel mondo sono „prigionieri”.

Alcuni indossano una divisa e sono uccisi dall’umana mano assassina nelle tante guerre che si stanno combattendo;

altri pur non indossando alcuna divisa vengono uccisi per fame, la sete e le malattie dalla mano assassina dell’indifferenza del Mondo.

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Insieme per sempre… la notte del 2 agosto 1944 nel Campo delle famiglie zingare a Birkenau

Fot. http://auschwitz.org/

Helene Hannenmann era una donna tedesca ariana sposata con Johann violinista Rom. Dal loro matrimonio nacquero cinque bambini, due dei quali gemelli.

Quando nel maggio del 1943 la polizia tedesca entrò nel loro appartamento a Berlino per portare via suo marito e i cinque figli, non esitò e decise di restare con loro.

I nazisti deportarono l’intera famiglia nel Campo di concentramento e centro di sterminio nazista tedesco di Auschwitz-Birkenau. Una volta arrivati al Campo furono rinchiusi nella sezione BIIe di Auschwitz II-Birkenau, lo Zigeunerlager, il “Campo delle famiglie zingare”.

Alla signora Hannemann, di origine tedesca ariana, fu assegnato un lavoro presso il Kindergarten. Nel “Campo delle famiglie zingare”, il dottor Mengele ordinò il cosiddetto Kindergarten una sorta di asilo nido e scuola materna, in cui furono inclusi bambini sotto i 6 anni, compresi quelli oggetto del suo interesse. Molti bambini della scuola materna furono vittime dei suoi esperimenti.

Helene Hannemann, ottenne una promessa personale dal Dr. Mengele che lei e i suoi cinque figli sarebbero stati salvati.

Quando gli uomini delle SS arrivarono alla sezione BIIe con l’obiettivo di procedere alla sua liquidazione nella fatidica notte del 2 agosto 1944, Helene si nascose con i figli nel Kindergarten.

Una volta ultimata l’uccisione di piu’ di 2.800 persone, le SS continuarono ad ispezionare ognuna delle baracche dello Zigeunerlager alla ricerca di eventuali prigionieri nascosti all’interno.

Quando arrivarono al Kindergarten, trovarono tremanti di paura e terrorizzati Helene con i suoi cinque figli.

Le SS offrirono a Helene l’opportunità di salvarsi, era tedesca, non doveva morire, ma le imposero una condizione terribile, che se ne andasse sola lasciando i suoi figli.

Senza esitare si rifiutò e con i suoi cinque figli morì il 2 agosto 1944 in una camera a gas di Birkenau.

I cinque figli e il marito di Helene avevano commesso un solo crimine per i nazisti, erano nati „Rom”.

 

Fonti: www.auschwitz.org

06 febbraio 1944 l’arrivo ad Auschwitz di un convoglio dall’Italia

Oggi di 74 anni fa, il 06 febbraio 1944 giunse ad Auschwitz un convoglio proveniente dall’Italia. Circa 700 ebrei arrestati a Milano e Verona.

All’arrivo furono registrati 97 uomini e 31 donne. Le altre persone furono immediatamente inviate alle camere a gas ed uccise con il gas.

Solo 20 persone risulteranno in vita al termine della guerra.

Tra loro Liliana Segre da pochi giorni nominata Senatore della Repubblica dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

Intere famiglie scomparvero per sempre il 6 febbraio 1944…

La famiglia Vitale

L’intera famiglia (Eugenio di 46 anni, la moglie Ovazza Alda di 39 anni e i figli Sergio di 18 anni e Aldo di 13 anni) venne arrestata il 10 dicembre 1943 a Chiavenna e successivamente rinchiusa nel carcere di Varese e Milano.

Deportati ad Auschwitz all’arrivo il 6 febbraio 1944 furono tutti immediatamente inviati alla camera gas e uccisi.

In poche ore un’intera famiglia scomparira’ per sempre.

Alcune foto della famiglia Vitale. Foto di vita quotidiana simili alle nostre.

Fonti: Kalendarium Danuta Czech; CDEC

E’ accettabile essere considerati colpevoli in quanto nati?

Fot. Carlo Beolchi

[…] Ma le madri vegliarono a preparare con dolce cura il cibo per il viaggio, e lavarono i bambini, e fecero i bagagli, e all’alba i fili spinati erano pieni di biancheria infantile stesa al vento ad asciugare; e non dimenticarono le fasce, e i giocattoli, e i cuscini, e le cento piccole cose che esse ben sanno, e di cui i bambini hanno in ogni caso bisogno. Non fareste anche voi altrettanto? Se dovessero uccidervi domani col vostro bambino, voi non gli dareste oggi da mangiare. […]

Primo Levi “Se questo e’ un uomo”

Nel blocco numero 6 ad Auschwitz I l’ultima stanza e’ dedicata ai bambini. Passando davanti ai vestitini, alle scarpine degli innocenti piu’ innocenti di tutti,  mi viene sempre alla mente questo pensiero di Primo Levi nel racconto dell’ultima notte nel Campo di Fossoli prima della partenza verso Auschwitz.

Per la mano assassina nazista, l’unica colpa di questi bambini era quella di essere nati.

E’ accettabile essere considerati colpevoli in quanto nati?

 

Fot. Carlo Beolchi

 

Ritrovati i resti di un aereo sovietico abbattuto durante le attività legate alla liberazione del KL Auschwitz-Birkenau

Di seguito la dichiarazione del Vice Presidente della „Fondazione della Memoria dei luoghi collegati ad Auschwitz-Birkenau” (Fundacja Pobliskie Miejsca Pamięci Auschwitz-Birkenau), relativa al ritrovamento dei resti di un aereo sovietico abbattuto il 19 gennaio 1945 durante le attività legate alla liberazione del KL Auschwitz-Birkenau.

Foto http://auschwitz-podobozy.org/en/

“Nei giorni scorsi, la nostra Fondazione ha iniziato i lavori di recupero del relitto di un aereo sovietico abbattuto nel gennaio del 1945. L’aereo prese parte ai bombardamenti a sostegno dell’offensiva delle truppe sovietiche, legate alla liberazione del Campo di concentramento e centro di sterminio nazista tedesco di Auschwitz-Birkenau.

Dopo essere stato colpito, l’aereo è caduto in uno stagno al confine tra Rajsko e Harmęze, dove all’epoca era presente il  sottocampo del KL Auschwitz-Harmenze. In linea d’aria, il bombardiere cadde a meno di due chilometri dal Campo di Birkenau nel quale, il 19 gennaio 1945 erano ancora presenti alcune migliaia di prigionieri che le SS avevano lasciato in quanto non in grado di affrontare la „Marcia della Morte”.

Oggi, 19 gennaio, in occasione dell’anniversario dell’abbattimento dell’aereo, possiamo dire che alcuni pezzi d’aereo ritrovati nei giorni scorsi appartengono ad un bombardiere sovietico marca Ilyushin DB3 F / IL 4. Era un grande bimotore con un equipaggio formato da quattro persone. Le dimensioni  impressionanti comprendevano un apertura alare di 24 metri ed era lungo 14 metri.

Sulla base delle informazioni che identificano l’aeromobile, è stato possibile stabilire la data del suo abbattimento. Era il 19 gennaio del 1945. Janusz Wrobel, ricercatore che sta portando avanti studi relativi alle batterie antiaeree tedesche posizionate nella zona del complesso di Auschwitz, (si possono trovare informazioni relative a raid aerei compiuti dagli alleati e dai sovietici nella regione) ha ritrovato documenti scritti che confermano l’abbattimento. Queste conferme si trovano nell’articolo scritto da Eduard Wirth. (Fonte: Eduard Wirth, – Luftwafenhelfer in Przecieszyn. Ruckcug im Januar 1945. Noch einmal davongekommen! editore Herman Queck, Gerlingen 2010).

Questo articolo descrive l’abbattimento del 19 gennaio 1945 e conferma anche che il bombardiere era un aereo sovietico modello IL-4.

L’aereo è stato abbattuto da una delle batterie antiaeree tedesche Flakgruppe Auschwitz, posizionata a Przecieszyn, nel Comune di Brzeszcze che si trova  a soli 7 km dal Campo di Auschwitz. Quel giorno, Auschwitz era uno degli obiettivi alternativi dei raid aerei, i bombardamenti arrivarono ​​fino a Wroclaw.

Il velivolo, probabilmente apparteneva alla 18a divisione aerea dell’aeronautica militare. Tuttavia, ciò richiede ulteriori ricerche e approfondimenti.

L’attacco terrestre dell’Armata Rossa fu lanciato il 12 gennaio 1945, l’offensiva delle teste di ponte sulla Vistola fu anche sostenuta da azioni aeree. Insieme alle unità di fanteria, collaborarono la 2a divisione aerea e da sud l’ottava divisione. L’esercito fu anche sostenuto dalla 18a divisione aerea dell’aeronautica militare.

Furono necessari ai Sovietici  una decina di giorni di combattimenti per raggiungere la zona di Oświęcim. Gli aerei furono inviati sul territorio nemico per esplorare, indebolire le forze terrestri nemiche o bombardare obbiettivi strategici importanti, snodi ferroviari e stradali.

Per anni, nei dintorni di Oświęcim si raccontava una leggenda che da qualche parte in uno stagno si trovava il relitto di un aereo sovietico abbattuto durante l’offensiva del gennaio 1945. I residenti si ricordavano che le difese antiaeree Flak, collocate nelle vicinanze avevano abbattuto un bombardiere sovietico. Sfortunatamente, nessuno ricordava esattamente il luogo.

Dopo aver scaricato l’acqua da uno di questi  stagni, dallo strato superiore di fango, sono emersi detriti metallici. Il proprietario dello stagno, conoscendo la leggenda, ha immediatamente associato i fatti e ha informato la nostra Fondazione di questa scoperta. Andando nel punto indicato al centro dello stagno, abbiamo visto i detriti di metallo che sporgevano dal fango. A prima vista, abbiamo capito immediatamente che si trattava di parti d’aereo. Due grandi scheletri delle ali sporgevano dal fango.

Conoscendo le procedure, abbiamo immediatamente notificato il ritrovamento al responsabile dell’ Ufficio Provinciale per la conservazione degli oggetti storici della Małopolska, dr ing. arch. Jan Janczykowski. Lo stesso, considerando molto importante questa scoperta relativa alla liberazione del del KL Auschwitz ha rilasciato rapidamente i permessi per il recupero. Abbiamo cosi’ iniziato il lavoro archeologico sotto la supervisione di Grzegorz Mądrzycki del Laboratorio Archeologico TURRIS.

Il luogo della caduta e i resti del relitto dell’aeromobile si trovavano a 270 metri dalla riva e il loro recupero e’ stato difficile e laborioso. Arrivare dalla riva al luogo della caduta ha rappresentato un grosso problema in quanto il fango arrivava fino alle ginocchia. Altrettando difficoltoso riportare a riva le parti ritrovate del bombardiere.

I lavori di ricerca di altre parti e lo scavo dei resti del relitto dureranno fino alla fine del 2018 in quanto comprendono  un’area abbastanza vasta.

Tenendo presente l’importante aspetto storico del ritrovamento, cercheremo anche di ottenere fondi per la conservazione delle parti ritrovate. I relitti appartengono all’aereo che ha partecipato alla liberazione del Campo di concentramento e centro di sterminio nazista tedesco di Auschwitz-Birkenau. Questo evento non deve essere dimenticato.

Presenteremo la storia di questo abbattimento e le parti più interessanti dell’aereo recuperate durante i lavori archeologici, in occasione del 73 ° anniversario della liberazione del complesso di Auschwitz.

La Cerimonia si svolgerà sabato 27 gennaio 2018 alle ore 13:00 presso la sede della nostra Fondazione, nell’edificio storico dove furono rinchiuse le prigioniere della Compagnia Penale Femminile del KL Auschwitz-Bór / Budy (5 km dal Museo di Auschwitz-Birkenau).

Invitiamo tutti coloro che vogliono prendere parte a queste celebrazioni. (Bór 67, 32-620 Brzeszcze).

Artur Ciągała – Vicepresidente della Fondazione “

La Fondazione (Fundacja Pobliskie Miejsca Pamięci Auschwitz-Birkenau) è stata istituita nel 2013 con lo scopo di proteggere luoghi, oggetti e manufatti legati all’ex Campo di concentramento e centro di sterminio nazista tedesco di Auschwitz – Birkenau e dei suoi sottocampi, che sono ora nelle mani dei privati.

Sito internet: http://auschwitz-podobozy.org/en/

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Marcia della Morte. „Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me”.

Foto http://auschwitz-podobozy.org/en/

Oggi si ricorda il 73 ° anniversario della Marcia della Morte. Una cerimonia in ricordo, si e’ svolta oggi nel cimitero comunale di Brzeszcze  presso la tomba dove furono sepolte alcune delle vittime di questa marcia. Questa tomba, rappresenta anche il primo monumento in ricordo  che si puo’ trovare sulla lunga strada che portava fino a Wodzisław Śląski.

Settantatre anni fa, la sera del 17 gennaio 1945 dopo l’ultimo appello nel complesso di Auschwitz si contavano 67012 prigionieri e prigioniere ed inizio’ l’evacuazione verso i Campi in Germania. La „Marcia della morte”, cosi’ conosciuta in quanto moltissime persone persero la loro vita durante questo trasferimento. Con il clima proibitivo e in condizioni fisiche pessime furono costretti a marciare per diversi chilometri in direzione di Gliwice e Wodzisław Śląski. Da li furono deportati con treni  utilizzati per il trasporto del carbone (in vagoni aperti) verso i Campi di concentramento del Reich.

Dal 17 al 21 gennaio la strada principale di Brzeszcze fu percorsa da piu’ di 25 mila prigionieri. In queste colonne erano presenti anche prigionieri dei sottocampi di Budy/Bór e di Jawischowitz.  Molti prigionieri sin da subito non sopportarono l’enorme sforzo della marcia e morirono a causa delle loro condizioni o per mano delle SS che avevano come ordine tassativo quello di uccidere chi non riusciva a tenere il ritmo della marcia.

Il 19 gennaio 1945 il sindaco tedesco di Brzeszcze ordino’ ai residenti di seppellire i cadaveri dei prigionieri morti che si trovavano lungo il percorso di evacuazione da Rajsko, Brzeszcze fino a  Jawiszowice. Furono raccolti 18 corpi tra uomini e donne

Brzeszcze divento’ cosi’ il primo luogo dove furono sepolte in una tomba i corpi delle vittime della marcia della morte. La successiva tomba si trova  nella città di Miedzna.

Nel cimitero di Brzeszcze sulla tomba si possono leggere i nomi delle persone sepolte e in lingua polacca, inglese ed ebraica parte del Salmo 23/4:

„Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male,     perché tu sei con me”.

I nomi:

174315 KOHN ALFRED Prigioniero ebreo

190325 SAUER BALTHASAR Prigioniero cattolico

190851 WERNER RICHARD, Prigioniero ebreo

69959 GERST (nessun dato disponibile) Prigioniero ebreo

16149 (uomo, nessun dato disponibile)

… …… WEISS ANNA Prigioniero ebreo

A22322 (donna senza dati) Prigioniero ebreo

A26059 (donna nessun dato disponibile) Prigioniero ebreo

A27174 (donna senza dati) Prigioniero ebreo

DUE PRIGIONIERI NON IDENTIFICATI

SETTE PRIGIONIERI NON IDENTIFICATI

„IN LORO RICORDO „

Alla cerimonia organizzata dalla  “FUNDACJA POBLISKIE MIEJSKA PAMIĘCI” (Fondazione della Memoria dei luoghi collegati ad Auschwitz-Birkenau”) hanno partecipato autorita’ locali, veterani di guerra, organizzazioni sociali, rappresentanti del Museo Statale di Auschwitz Birkenau, scuole e residenti.

La giornata ha rappresentato un importante momento di condivisione della Memoria.

„Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”

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14 gennaio 1945 – Il complesso di Auschwitz 13 giorni prima della liberazione

Il 14 gennaio 1945, tredici giorni prima della liberazione del complesso di Auschwitz, le forze aeree americane effettuarono il dodicesimo volo di ricognizione sulla zona di Auschwitz.

Scopo di questo volo fu stabilire l’entita’ dei danni provocati dai quattro bombardamenti del complesso delle fabbriche IG-Farben, che tuttavia continuarono a produrre carburante sintetico. Alle ore 12.30, da un’altezza di 5000 piedi, circa 1500 metri, vennero effettuate riprese aeree.

Su queste immagini si possono vedere le tracce dei pesanti attacchi: oltre 940 crateri di bombe e 44 edifici distrutti.

Anche questa volta e’ possibile riconoscere nelle immagini il KL Auschwitz I e il KL Auschwitz II Birkenau.

Le riprese, analizzate 35 anni dopo la fine della guerra da Dino A. Brugioni e Robert G. Poirier, consentono di stabilire quanto segue:

il 14 gennaio 1945 il KL Auschwitz III Monowitz non era stato abbandonato, perche’ sui tetti delle baracche la neve era sciolta e le vie tra le baracche  sgombre dalla neve.

14.01.1945 IG Farben – Auschwitz III Monowitz Fot. auschwitz.org

Anche il KL Auschwitz I era ancora occupato. La neve sciolta sui tetti dei singoli blocchi, ad eccezione del numero 10, il reparto per esperimenti del dr. Clauberg  rivela che nei blocchi erano alloggiati detenuti. La stazione per esperimenti del dr. Clauberg venne spostata il 22 maggio 1944 dal Blocco 10 nella cosiddetta Schutzhaftlagererweiterung. Dal 23 maggio al 2 agosto 1944 nel Blocco 10 furono alloggiati gli zingari selezionati dal campo per famiglie zingare BIIe, che dovevano essere trasferiti in altri campi di concentramento.

14.01.1945 Auschwitz I Fot. auschwitz.org

Nel KL Auschwitz II, Birkenau, il Settore III, il cosiddetto Messico, era del tutto sgombro. Il manto nevoso sui tetti delle baracche dell’ex campo femminile nel settore BIa-b dimostra che erano vuote (il  trasferimento delle detenute dal campo BIa-b nel campo BIIb e BIIe era gia’ completato. Il campo femminile BIa-b era vuoto dal 24 novembre 1944). La neve, in parte sciolta, sui tetti delle baracche nel campo BII rivela in quale dei settori del lager si trovavano ancora persone.

14.01.1945 Auschwitz II Birkenau Fot. auschwitz.org

Lo stato delle camere a gas e dei crematori II e III dimostra che questi impianti erano gia’ stati in parte abbattuti ed era in corso la demolizione definitiva, poiche’ le impronte di uomini nella neve e i diversi veicoli nelle vicinanze rappresentano segni di intensa attivita’.

Fonte: “Kalendarium” Danuta Czech

Video intervista a Dino A. Brugioni  (Fonte: www.ushmm.org)