Infanzia rubata Mickey Mouse da Auschwitz Birkenau

Tra gli oggetti preservati dalla „FUNDACJA POBLISKIE MIEJSCA PAMIĘCI” (“Fondazione della Memoria dei luoghi collegati ad Auschwitz-Birkenau”) uno in particolare porta un messaggio chiaro e forte sul male avvenuto nel Campo di concentramento e centro di sterminio nazista tedesco di Auschwitz-Birkenau, il male assoluto, mirato, progettato e realizzato dai nazisti tedeschi contro i più innocenti i Bambini.

Foto by http://auschwitz-podobozy.org/en/

Questa figura di Mickey Mouse „Topolino” in gres porcellanato conosciuta in tutto il mondo e le cui avventure sono familiari sia ai bambini ma anche a noi, adulti; simbolo della gioia, del gioco e dei sogni di ogni bimbo, ritrovata qui ad Auschwitz-Birkenau diventa il simbolo della barbarie umana, l’incubo piu’ grande e la morte.

Bambini incolpevoli e inermi che insieme ai loro genitori o anche soli attraversavano in vagoni, la „Porta della morte” di Birkenau loro ultima fermata di una vita che rappresentava in realta’ l’inizio della loro strada.

„Topolino” spogliato del suo simbolo e privato dei valori umani.

La figura e’ stata ritrovata dopo la guerra nel terreno di Birkenau, nel luogo dove i nazisti gettarono tutti gli oggetti appartenuti alle persone inviate all’uccisione con il gas, considerati inutili e non idonei al riutilizzo. Il „Topolino” ritrovato in base ad ulcune ricerche risulta prodotto negli anni ‘30,

„Topolino” nella sua immagine negli anni e’ cambiato, ma ancora oggi e’ costretto a rappresentare per una parte del mondo la gioia, i sogni il gioco, per l’altra l’infanzia rubata.

La visita ad Auschwitz con la Nazionale italiana under 21

Foto Auschwitz Memorial

Oggi 20 giugno 2017 ho avuto il piacere di guidare nel Campo di concentramento e centro di sterminio di Auschwitz-Birkenau la Nazionale under 21 italiana di calcio. Li ho accompagnati e abbiamo condiviso piu’ di due ore nel piu’ grande cimitero del mondo, cimitero particolare in quanto senza tombe. Una bella esperienza con ragazzi giovani e molto interessati. Non e’ stata una visita “dovuta” o di “facciata”, in loro ho visto il desiderio di capire il perche’ l’uomo e riuscito ha fare questo ad altri uomini, la voglia di farsi accompagnare nell’orrore umano lasciandosi andare alle emozioni da trasformare poi in voglia di conoscenza. Nei loro occhi e nelle loro espressioni ho rivisto i tanti ragazzi che ogni giorno guido in questo luogo.

Indipendentemente da dove provieni, chi sei e cosa fai nella vita, il Campo di Auschwitz e la sua tragica storia ti portano allo stesso livello emozionale…

La domanda e’ sempre la stessa:”Come e’ potuto accadere?”.

 

 

Ryszard Machulik nato e sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau

Ryszard Machulik e’ uno dei 46 bambini sopravvissuti e nati nel Campo di concentramento e centro di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Grazie ad un decreto che aveva stabilito un trattamento diverso per le donne in stato di gravidanza (non ebree) e per i bambini che nascevano nel Campo (Prima tutte le donne in stato di gravidanza o venivano fatte abortire a qualsiasi mese oppure uccise, i bambini se nascevano immediatamente uccisi), il 21 luglio 1944 la signora Bronislawa Winnicka, internata ad Auschwitz con il numero 75306 tatuato sull’avambraccio sinistro, diede alla luce il figlio che chiamera’ Ryszard. Verra’ registrato nel Campo e tatutato sulla coscia con il numero  189678.  Soffre immediatamente a causa delle condizioni difficili. Sua madre doveva comunque continuare a lavorare e lasciare il bambino solo nella baracca (nascondendolo) e con il terrore che venisse preso e ucciso dalle SS. Insegno’ al bambino a piangere in silenzio in quanto era proibito fare rumore e rischiava di essere ucciso.  Trovo’ comunque un aiuto in alcune compagne ed in particolare l’ostetrica  Stanislawa Leszczynska prigioniera che riuscira’ a trovarle un lavoro presso l’ospedale del Campo dove avra’ l’opportunita’ di stare insieme e curare Ryszard.

Nel gennaio 1945 non vennero inseriti nelle marce della morte verso i campi in Germania. Avendo le SS abbandonato il Campo, Bronislawa e altre madri uscirono dal Campo venendo aiutate da alcuni abitanti.

I genitori avranno altri 5 figli ma nati in altre condizioni diverse da quelle di Ryszard.  Lavorera’ presso una delle miniere di carbone della Slesia. Oggi in pensione, Ryszard Machulik e’ uno dei piu’ giovani sopravvissuti al Campo, partecipa a conferenze e porta avanti la sua testimonianza ereditata dalla sua mamma.

Ho conosciuto e incontrato Ryszard diverse volte, siamo sempre in contatto ed e’ sempre commovente ed interessante sentirlo raccontare la sua storia. Ryszard che ancora oggi usa per indicare sua madre  il termine  „mamuś” (mammina).

Ryszard Machulik foto http://zapomniany.rybnik.pl

La breve storia dei suoi genitori.

MACHULIK Bronislawa Winnicka  (Madre Ryszard)

Nata il 18/12/1921 a Pakoszówce, zona di Sanok. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939 riceve l’ordine  per il lavoro forzato a Bemish Leipa (ora Repubblica Ceca) dove lavora presso una famiglia proprietaria di una grande azienda agricola. E’ qui che conosce un ragazzo della Slesia forzatamente incorporato nell’esercito tedesco (futuro marito). Dopo diversi incontri, il ragazzo le confida la sua volonta’ di disertare dall’esercito. Bronislawa approva la scelta e lo aiuta nella fuga. La situazione della coppia cambia quando qualcuno segnala i ragazzi. Vengono arrestati e Bronislawa dalla prigione di Dresda internata ad Auschwitz il 12 febbraio 1944. Il grande freddo, la fame il duro lavoro fanno ammalare Bronislawa che viene inviata all’ospedale del Campo dove scoprira’ di essere incinta. Dopo le cure tornata nel blocco verra’ impiegata nelle pulizie all’interno del blocco stesso. Grazie a questo ed anche grazie ad un decreto che aveva stabilito un trattamento diverso per le donne in stato di gravidanza (non ebree) e per i bambini che nascevano nel campo, il 21/07/1944 da alla luce il figlio che chiamera’ Ryszard.

Alojzy Machulik (padre di Ryszard)

Nato il 27 giugno 1919 a Jankowice vicino Rybnik. Dopo aver terminato la scuola primaria rimane senza lavoro fino ai 20 anni d’eta’. Il 25 novembre 1939 viene inviato dal Arbeitsamt per lavori forzati in Germania. Lavora in una miniera di carbone.  Il 18 aprile 1943 viene  arruolato nell’esercito tedesco (Werhmacht) in una unità di stanza in Bemish Leipa (ora Repubblica Ceca). Diserta dall’esercito e per qualche tempo vive in clandestinità grazie all’aiuto di Bronisława Winnicka (sua futura moglie), una delle tante ragazze inviate in Germania come lavoratori-schiavi polacchi. Viene arrestato dalla Gestapo insieme a Bronisława (arrestata per averlo aiutato) dove per diserzione dall’esercito il 22 novembre 1943 viene condannato dal tribunale speciale alla pena di morte. La sentenza doveva essere per impiccagione in pubblico a Jankowice. Facendo comunque parte della Werhmacht  come soldato  viene trasferito in una prigione a Dresda, dove una corte marziale militare lo condanna a tre mesi di lavori forzati presso la prigione di  Meiszen vicino al fiume Elba. Dopo tre mesi, viene  inviato presso un unità militare in Grecia, poi in Albania, Bulgaria e Jugoslavia dove rimane fino alla fine della guerra. Dopo un mese di permanenza in un campo per i soldati tedeschi fugge in Italia e entra a far parte dell’esercito del generale Anders. Torna a Jankowice il 12 giugno 1945 e dal gennaio 1946 lavora come minatore. Naturalmente, dopo la guerra, sia lui che Bronislawa cercano di rientrare in contatto.

Si sposeranno il 03 marzo 1946. Vivranno insieme per sempre.

 

Heinz Wittkowski oggi il suo compleanno….

Ogni giorno accompagnando gruppi nel Campo di concentramento e centro di sterminio di Auschwitz-Birkenau, entrando nel blocco nr. 5 ad Auschwitz I “la prova del crime” nella seconda sala si possono vedere alcune valigie dei deportati. In quelle valigie avevano tutto il necessario per la loro nuova vita. Dovevano ritrovarle sulla rampa del treno e quindi come anche noi facciamo le segnavano con il nome e cognome. In alcune si puo’ leggere anche la data di nascita.

E’ il caso della valigia di HEINZ WITTKOWSKI nato il 18/06/1930 “weisenkind” e cioe’ “orfano” deportato ad Auschwitz quando aveva tra i 12 e i 14 anni.

Oggi e’ il suo compleanno avrebbe compiuto 87 anni.

Auguri di buon compleanno HEINZ WITTKOWSKI ovunque tu sei.

Rivedro’ la tua valigia domani nella mia prossima visita…..

 

La fame in un Campo di concentramento

“La farfalla”

Contento, proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando
mi hanno liberato in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

Poesia di Tonino Guerra (deportato in un Campo di concentramento in Germania)

fonte foto http://museotoninoguerra.com

14 giugno 1940 l’arrivo del primo trasporto nel Campo di Auschwitz

Questa data è considerata l’inizio del funzionamento del Campo di concentramento e centro di sterminio nazista tedesco di Auschwitz-Birkenau.

Il 14 giugno 1940,  dalla prigione di Tarnow vengono internati nel Campo di concentramento di Auschwitz 728 prigionieri politici polacchi assegnati al Campo dal comando della Sipo e del SD di Cracovia. I detenuti ricevono i numeri dal 31 al 758 e sono alloggiati per il periodo di quarantena nell’edificio dell’ex Monopolio polacco dei Tabacchi, che e’ situato nelle vicinanze della banchina ferroviaria e separato dai restanti edifici con il filo spinato. In questo trasporto vi sono molti uomini giovani, sani, abili al servizio militare, arrestati al confine polacco meridionale mentre cercavano di varcarlo per raggiungere in Francia l’Armata polacca da poco formatasi. Tra loro anche esponenti politici,  dell’intellighenzia polacca, sacerdoti ed ebrei, arrestati nella primavera del 1940 nell’ambito dell’Aktion A-B ordinata dal governatore generale Hans Frank.

Il Museo Statale di Auschwitz ha pubblicato in Google arts&culture una nuova mostra on-line „14 june 1940”

GUARDA MOSTRA

Primo trasporto ad Auschwitz. Foto: Museo Statale di Auschwitz-Birkenau

I bambini disegnano quello che vedono.

Nel blocco 27 del Campo di Auschwitz I e’ presente la mostra curata dallo Yad Vashem di Gerusalemme. In una delle sale si “parla” della Shoah raccontata dai bambini. L’idea del curatore e’ quella di far parlare i bambini di allora attraverso i disegni fatti mentre stavano vivendo la situazione.

Si sa i bambini disegnano quello che vedono. 

Il 27 gennaio 2016 durante un incontro organizzato dal Ministero degli Esteri Italiano presso il Centro di Cultura Italiano a Cracovia uno dei relatori, il dottor Pietro Bartolo medico di Lampedusa mostrava alcuni disegni fatti dai bambini salvati nel mediterraneo. Guardandoli mi sono ritrovato nella stanza dedicata ai bambini nel blocco 27. Ho rivisto morte, bombe, case rotte e sangue.

Assolutamente sbagliato paragonare cio’ che accade oggi nel mediterraneo con la Shoah, pagina di storia che ha una sua unicita’ nel progetto ed esecuzione; giusto e’ invece riflettere sul fatto che ancora oggi nel 2017 molti bambini sono costretti a disegnare morte, bombe, case rotte e sangue.

Non puo’ essere accettabile il pensiero che la nostra prima fortuna e’ il luogo in cui nasciamo.

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