I bambini disegnano quello che vedono.

Nel blocco 27 del Campo di Auschwitz I e’ presente la mostra curata dallo Yad Vashem di Gerusalemme. In una delle sale si “parla” della Shoah raccontata dai bambini. L’idea del curatore e’ quella di far parlare i bambini di allora attraverso i disegni fatti mentre stavano vivendo la situazione.

Si sa i bambini disegnano quello che vedono. 

Il 27 gennaio 2016 durante un incontro organizzato dal Ministero degli Esteri Italiano presso il Centro di Cultura Italiano a Cracovia uno dei relatori, il dottor Pietro Bartolo medico di Lampedusa mostrava alcuni disegni fatti dai bambini salvati nel mediterraneo. Guardandoli mi sono ritrovato nella stanza dedicata ai bambini nel blocco 27. Ho rivisto morte, bombe, case rotte e sangue.

Assolutamente sbagliato paragonare cio’ che accade oggi nel mediterraneo con la Shoah, pagina di storia che ha una sua unicita’ nel progetto ed esecuzione; giusto e’ invece riflettere sul fatto che ancora oggi nel 2017 molti bambini sono costretti a disegnare morte, bombe, case rotte e sangue.

Non puo’ essere accettabile il pensiero che la nostra prima fortuna e’ il luogo in cui nasciamo.

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