Gesto di Umanita’.

Niepokalanów. Quadro dipinto dal ex prigioniero Mieczyslaw Kościelniak compagno di prigionia di Padre Kolbe. Fot. http://radioem.pl

Il 29 luglio 1941dal Campo di concentramento Auschwitz fuggi’ il prigioniero politico polacco Zygmunt Pilawski (n. 14156). Come rappresaglia per la fuga del prigioniero, il lagerfuhrer Fritzsch  decise di selezionare verosimilmente 15ostaggi, (è questa la cifra indicata nel registro del bunker) tra i detenuti del Blocco 14 come rappresaglia per la fuga del prigioniero e condannarli a morte per fame nel bunker del Blocco 11. Durante la selezione, il prigioniero politico polacco, Padre Francescano Maksymilian Rajmund Kolbe (n. 16670 usci’ dalla fila e chiese al Lagerführer Fritzsch di essere preso al posto del disperato prigioniero selezionato Franciszek Gajowniczek (n. 5659). Fritzsch, dopo una rapida discussione con padre Kolbe, fu d’accordo sullo scambio, soprattutto quando senti’ che Maksymilian Rajmund Kolbe era un sacerdote cattolico.

” L’ EVASO NON E’ STATO TROVATO. COME RAPPRESAGLIA PER LA FUGA DEL VOSTRO COMPAGNO, DIECI DI VOI MORIRANNO DI FAME. . . . LA PROSSIMA VOLTA, SARANNO VENTI.”  (Lagerfurher Fritzsch)

Frammenti di alcune testimonianze di compagni di prigionia di San Massimiliano Kolbe.

“[…] Dopo il lavoro, l’intero campo rimase sulll’attenti finche’ gli fu permesso di andare a dormire. Nessuno ebbe da mangiare. Ma il mattino seguente, dopo aver ricevuto soltanto caffe’, affrontammo un altro duro giorno di lavoro – tranne il blocco 14, a cui apparteneva il prigioniero mancante. Loro furono di nuovo messi sull’attenti, in pieno sole, per tutto il giorno. […] ” Władysław Siwek 

” […] Dopo la scelta dei dieci prigionieri, padre Massimiliano usci’ dalla fila e, togliendosi il berretto, si mise sull’attenti dinanzi al Comandante. Egli, sorpreso, rivolgendosi a padre Massimiliano, disse: “Che vuole questo porco polacco?”. Padre Massimiliano, puntando il dito verso Franciszek Gajowniczek, gia’ prescelto per la morte, rispose: “Sono un sacerdote cattolico polacco; sono anziano (aveva 47 anni), voglio prendere il suo posto, perche’ egli ha moglie e figli”.Pare incredibile che il Comandante Fritsch abbia tolto dal gruppo dei condannati il Gajowniczek ed abbia accettato l’offerta di padre Kolbe, e che non abbia piuttosto condannato tutti e due al bunker della fame. Con un mostro come quello, cio’ sarebbe stato possibile. […] ” Franciszek Włodarski 

„ […] Mi sembro’ che quell’occhiata non finisse mai e che fra un momento sarei stato chiamato… Ma no. Mi sorpassarono e scelsero qualcun altro. Cominciai a tremare per il sollievo. […]”Mieczysław Kościelniak

„ […] Il Lagerfuhrer Fritsch, direttore del Campo, circondato dalle guardie, si avvicino’ e comincio’ a scegliere nelle file dieci prigionieri per mandarli a morte. Indico’ col dito anche me. Uscii fuori dalla fila e mi sfuggi’ un grido: avrei desiderato rivedere ancora i miei figli ! Dopo un istante, usci’ dalla fila un prigioniero, offrendo se stesso in mia vece. Potei solo cercare di esprimere con gli occhi la mia gratitudine. Ero sbalordito ed afferravo a malapena quello che stava accadendo. L’immensita’ di tutto cio’: io, il condannato, avrei continuato a vivere e qualcun altro offriva volentieri e spontaneamente la sua vita per me… un estraneo. E’ sogno o realta’? […]”Franciszek Gajowniczek

„ […] Sentii la sua influenza con assai maggior forza, dopo l’avvenimento che aveva scosso il campo, cioe’ quando egli offri’ la propria vita per un altro prigioniero. La notizia dell’episodio si diffuse nel campo intero la notte stessa. Sono profondamente convinto che il comandante del campo permise che il prigioniero da lui scelto venisse sostituito da padre Kolbe, soltanto perche’ padre Kolbe era un sacerdote. Egli gli aveva chiesto chiaramente:”Chi sei?”. E, ottenuta la risposta, aveva ripetuto al suo compagno: “E’ un Pfaffe (un pretonzolo)”. E fu soltanto allora, che il comandante Fritsch disse: “Accetto”. Tale convinzione me la sono formata subito, nel campo, quando mi venne riferito lo svolgersi dell’accaduto. Il sacrificio di padre Kolbe provoco’ una grande impressione nelle menti dei prigionieri, poiche’ nel campo non si riscontravano quasi mai manifestazioni di amore verso il prossimo. Un prigioniero si rifiutava di dare ad un altro un pezzo di pane… ed ora era successo che qualcuno aveva offerto la propria vita per un altro prigioniero a lui sconosciuto”.Tutti i superstiti di Auschwitz testimoniano all’unanimita’ che, da allora, il campo divenne un luogo un po’ meno infernale. […]”Jozef Stemler

Fonti:

Processo : “Patavina seu Cracovien, Beatificationis et Canonizationis Servi Dei Maximiliani M.Kolbe, Sacerdotis Professi Ordinis Fratrum Minor Conventualium”

PATRICIA TREECE – A Man for Others – Marytown Press

ANSELM W. ROMB, OFM conv – Authentic Franciscan – Marytown Press

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