19 luglio1943.. 74 anni fa. Il ricordo di 12 innocenti

Il 19 luglio del 1943 sul piazzale antistante le cucine del Campo ad Auschwitz I venne montata con un binario del treno sorretto da tre pali di legno una forca collettiva con 12 cappi. Dopo l’appello serale, dal bunker del Blocco 11 vennero portati dodici prigionieri della squadra addetta ai rilevamenti esterni incatenati e vestiti solo con abiti di fustagno. La loro colpa, la fuga di tre prigionieri del Kommando Rilevamento, avvenuta verso la meta’ del 1943. I tre fuggirono dal loro posto di lavoro, nella regione di Skidziń e Wilczkowice. Essendo risultato dalle indagini che altri detenuti del Kommando erano al corrente della fuga, il comandante del Campo Rudolf Hoss fece domanda di condannare anche questi a morte come deterrente nei confronti degli altri detenuti. D’accordo con la richiesta, Himmler ordino’ di impiccare pubblicamente in quest’occasione anche alcuni prigionieri rinchiusi nelle celle. Si trattava di Stanisław Stawiński (n. 6569), Czesław Marcisz (n. 26891), Janusz Skrzetuski-Pogonowski (n. 253), Edmund Sikorski (n. 25419), Jerzy Woźniak (n. 35650), Jozef Wojtiga (n. 24740), Zibigniew Foltański (n. 41664), Bogusław Ohrt (n. 367), Leon Rajzer (n. 399), Tadeusz Rapacz (n. 36043), Jozef Gancarz (n. 24538) e Mieczysław Kulikowski (n. 25404). Ai prigionieri condannati venne messo il cappio al collo, quindi il comandante Rudolf Hoss uscendo dalle fine del gruppo delle SS inizio’ a leggere la sentenza. Prima che riesca a finirla, il prigioniero Janusz Skrzetuski, in segno di protesta, fa cadere lo sgabello sotto i suoi piedi. Altri tentarono di imitarlo ma ufficiali e sottufficiali delle SS corsevo dagli altri, levando gli sgabelli sotto di loro ed eseguirono cosi’ la condanna.

Davanti alla forca visitando il Campo si possono vedere i volti e leggere i nomi dei 12 giovani polacchi. Ogni giorno nelle nostre visite raccontiamo questo episodio, sicuramente per ricordare il loro sacrificio ma anche per ricordare che la resistenza non e’ sempre un qualcosa di violento od armato, a volte e’ fatta di gesti e quello fatto da Janusz Skrzetuski-Pogonowski e i compagni e’ stato un grande gesto di resistenza. E poi… dove tutto e’ proibito tutto e’ gesto di resistenza.

Janusz Skrzetuski-Pogonowski

Janusz Skrzetuski-Pogonowski lavorando in un comando all’esterno del Campo riuscira’ ad inviare e ricevere lettere clandestinamente alla famiglia. Inoltre insieme ad altri compagni rischiando la vita riuscira’ a far entrare nel Campo medicine, cibo e altro necessario ai prigionieri. Le lettere conservate dalla famiglia sono state raccolte in un libro disponibile anche in lingua italiana dal titolo „Le lettere da Auschwitz” di Janusz Skrzetuski-Pogonowski.

Frammenti della lettera scritta il 4 settembre 1942 ai famigliari.

” Carissimi! Due settimane fa ho ricevuto la lettera di Andrzej. Mi ha fatto molto piacere la notizia delle vostre nozze. Peccato solo che non ho potuto essere con Voi per condividere la vostra felicita’. Ma forse ormai tra non molto ci potremo rivedere.  Proprio oggi sono tre anni che per l’ultima volta ho visto Papa’. Dio, quando desidero vederlo. Sara’ per me il momento di piu’ grande felicita’ quando sara’ passata questa schiavitu’. […]

Ho gia’ introdotto nel Campo alcune migliaia di ampolle con cui sono state certamente salvate molte persone. Benche’ questo comporta dei rischi, tuttavia nella miseria e’ necessario dare una mano anche agli altri. […]

Concludo, per ora. Vi abbraccio tutti con molto affetto.

Il Vostro Janusz

Oświecim 4. IX.42  “

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